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    Articolazione temporo-mandibolare e il Bruxismo

    I disordini temporo-mandibolari hanno un’elevata incidenza nella popolazione adulta e coinvolgono principalmente l’articolazione, i muscoli masticatori e alcune strutture della testa e del collo, interessando, in alcuni casi anche la postura con sintomatologia dolorosa alla muscolatura dorsale.
    Questa sintomatologia ha cause multi-fattoriali ed è accertato che in molti casi si riscontrano elementi predisponenti di tipo comportamentale ed emozionale che contribuiscono allo sviluppo e alla persistenza del dolore.
    Rumori articolari quali click o schiocchi, digrignamento notturno, blocco mandibolare, dolore facciale che si irradia alla regione temporale e periorbitale e frequentemente alla zona nucale, sono tutti sintomi significativi dei disordini temporo-mandibolari.
    Fondamentale nella diagnosi sarà la valutazione clinica dei denti e dell’occlusione e un eventuale approfondimento con indagini radiografiche e risonanza magnetica per una valutazione specifica dei tessuti molli.
    Nella maggior parte dei casi ci sarà una risposta positiva con semplici ed elementari interventi:

    • evitare abitudini errate

    • eventuale uso di bite notturno allo scopo di tenere a riposo l’articolazione.

    Casi più complicati, aggravati da rilevanti malocclusioni, potranno essere curati e risolti con un trattamento ortodontico.

     

    Il Bruxismo

     

    Si indica come bruxismo l’abitudine di digrignare, serrare e strofinare i denti: una parafunzione dell’apparato orale che, nella maggior parte dei casi, si espleta in modo involontario durante il sonno leggero.

    Il bruxismo implica un contatto forzato e anomalo fra le arcate dentarie, diverso dal contatto completo ed equilibrato che si attua con la masticazione o la deglutizione spontanea. Questo movimento forzato crea tensione e stanchezza dei muscoli mandibolari e genera conseguenze importanti sia in ambito orale che in altri distretti corporei.

    Le conseguenze variano naturalmente in base all’intensità, alla frequenza e alla persistenza di questa patologia ma non devono essere mai sottovalutate, perché in grado di danneggiare diversi settori dell’ organismo.

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